Le Tre Vergini di Maranza e il loro aiuto contro la siccità

Chiesa di San Giacomo - Maranza

Quasi all’inizio della Val Pusteria, poco dopo Bressanone, arrivati all’abitato di Rio Pusteria volgete lo sguardo in alto, dove le nuvole lasciano spazio quasi sempre a un bel sole, e su un panoramico balcone a 1400 metri d’altezza, potrete scorgere Maranza.

Questo luogo, abitato fin dall’antichità, è situato lungo la diramazione di un antico sentiero di campagna che collegava la Carinzia, attraverso la Pusteria, alla Svevia e alla Francia. Per questa ragione la chiesa che poi venne eretta sull’altipiano, venne dedicata a San Giacomo, patrono dei pellegrini.

Osservando proprio la parrocchiale, sul lato meridionale del campanile, accanto all’ingresso principale si trova un grande affresco di San Cristoforo risalente al XV secolo che raffigura il santo nell’atto di portare il Bambino Gesù attraverso il fiume. Nello strato di malta risulta evidente un grande buco: da qui le donne in attesa di un figlio grattavano per estrarre dei granellini che, polverizzati, mescolavano poi nella pasta dei krapfen, convinte che le avrebbe aiutate a portare a bon termine la gravidanza. Questa usanza di utilizzare la polvere di pitture sacre a scopo religioso era diffusa, in zona, anche a Chiusa e in Val di Tires.

L’interno della chiesa rappresenta una delle più belle rappresentazioni del rococò della diocesi, anche se l’origine dell’edificio risale al XIII secolo.

Chiesa di San Giacomo - Maranza

Sull’altare di destra sono posizionate le statue delle Tre Vergini: Aubet, Cubet e Guere alle quali è legata una leggenda: tre principesse fuggite fra i monti di fronte alla minacciosa invasione degli Unni, arrivate ad affrontare sotto il sole cocente la salita verso Maranza, si sentirono mancare le forze al punto di non farcela più; elevarono allora un’intensa preghiera a Dio e d’improvviso dalla roccia scaturì uno zampillo d’acqua fresca e dal suolo spuntò un ciliegio che offrì loro ombra e saporiti frutti. Le Tre Vergini vennero accolte cordialmente dalla popolazione di Maranza, dove vissero a lungo e stimate pe le loro opere di carità. Sul finire della loro vita abbandonarono Maranza dirette verso Strasburgo, dove oggi è indicata la loro tomba.

Al miracolo dell’acqua è legata la devozione degli abitanti del luogo che per secoli, in periodi di siccità, a digiuno e a piedi nudi, si sono recati in pellegrinaggio alle Tre Vergini per invocare la pioggia sui loro campi.

Ai loro nomi è legato un aspetto curioso: a Strasburgo, infatti, sono ancora documentate come Ainbeth, Firbeth e Barbeth. Questo è dovuto a un errore di trascrizione dei cancellieri della Curia Romana che, stilando un breve d’indulgenza pontificio per i pellegrini del luogo di culto, trascrissero in maniera errata i nomi che erano stati scritti, con caratteri gotici, nella lettera della petizione.

Ormai le nostre estati si stanno caratterizzando per la mancanza di acqua, un elemento imprescindibile per la nostra stessa esistenza. Allora cerchiamo di recuperare la sana e santa devozione dei nostri padri che con cuore semplice e aperto alla grazia di Dio erano capaci di chiedere a Lui ciò di cui avevano bisogno. Un’abitudine che oggi sembra essere purtroppo passata. D’altronde è stato proprio Gesù a dire (Lc 11, 11-13): «Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pane, gli darà una pietra? O se gli chiede un pesce, gli darà al posto del pesce una serpe? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se dunque voi, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro celeste darà lo Spirito Santo a coloro che glielo chiedono!».

Ecco allora la preghiera che i pellegrini recitavano qui, davanti all’immagini delle Tre Vergini, chiedendo loro d’intercedere presso il Signore:

Tre Vergini di MaranzaO Tre sante Vergini
Aubet, Cubet e Guere
Soccorritrici in tanti pericoli e necessità

Per vostra intercessione molti uomini
hanno trovato la salute dell’anima e del corpo
Pregate per noi e prendeteci sotto la vostra
potente protezione.

Impetrateci da Dio
la forza di un sincero pentimento dei nostri peccati,
di una vera conversione
e di una vita in stretta unione con Dio.

Quando soffriamo
per guerre e liti,
fame e povertà,
malattie contagiose e moria di bestiame,
carenza di neve e siccità, fulmine e grandine,
bufere ed ambiente funesto,
se è precaria la vita in casa e nel maso,
e ci manca il lavoro e il guadagno,
se aspettiamo il tempo favorevole
ed aspiriamo ad una patria pacifica,
otteneteci la misericordia e l’aiuto di Dio!
Ma aiutateci anche ad esser sempre grati
per quanto la bontà di Dio ci vorrà donare.

Per tutto questo preghiamo con voi Dio Padre
per mezzo del suo Figlio Gesù, vostro sposo celeste
e nostro Signore.

Amen

 

All’uscita della chiesa, da una moderna fontana che raffigura le Tre Vergini esce acqua fresca e ristoratrice che speriamo non manchi mai a noi e alle nostre comunità.

Chiesa di San Giacomo - Maranza