Omelia di Papa Francesco del 3 aprile 2017 – Gesù non condanna, ma giudica con misericordia

Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 3 aprile 2017 a Casa Santa Marta, ha parlato della corruzione, di quando il peccato entra dentro di noi e se lasciato indisturbato, finisce per farci mancare perfino l’aria.  Altra storia è il peccato che il Signore, solo, giudica con misericordia; come il caso dell’adultera presente nella Lettura odierna del Vangelo (Gv 8,1-11): lì i giudici – ha detto il Papa – erano corrotti dalla legalità mentre Gesù, vero Maestro della legge, la invita a tornare sulla retta via e non la condanna.

Questa è la trascrizione:

“Sempre ci sono stati nel mondo giudici corrotti … Anche oggi in tutte le la parti del mondo ce ne sono. E questi … Perché viene la corruzione in una persona? Perché una cosa è il peccato: “Io ho peccato, scivolo, sono infedele a Dio, ma poi cerco di non fare di più o cerco di sistemarmi con il Signore o almeno so che non sta bene”. Ma la corruzione è quando il peccato entra, entra, entra, entra nella tua coscienza e non ti lascia posto neppure per l’aria”.

“Gesù dice poche cose, poche cose. Dice: ‘Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei’. E alla peccatrice: ‘Io non ti condanno. Non peccare più’. E questa è la pienezza della legge, non quella degli scribi e farisei che avevano corrotto la sua mente facendo tante leggi, tante leggi, senza lasciare spazio alla misericordia. Gesù è la pienezza della legge e Gesù giudica con misericordia”.

“Anche noi giudichiamo nel cuore gli altri, eh? Siamo corrotti? O ancora no? Fermatevi. Fermiamoci. E guardiamo Gesù che sempre giudica con misericordia: ‘Neppure io ti condanno. Va’ in pace e non peccare più’”.

 

Gv 8,1-11

Gesù si avviò allora verso il monte degli Ulivi.  Ma all’alba si recò di nuovo nel tempio e tutto il popolo andava da lui ed egli, sedutosi, li ammaestrava.  Allora gli scribi e i farisei gli conducono una donna sorpresa in adulterio e, postala nel mezzo, gli dicono: “Maestro, questa donna è stata sorpresa in flagrante adulterio.  Ora Mosè, nella Legge, ci ha comandato di lapidare donne come questa. Tu che ne dici?”. Questo dicevano per metterlo alla prova e per avere di che accusarlo. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere col dito per terra.  E siccome insistevano nell’interrogarlo, alzò il capo e disse loro: “Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei”. E chinatosi di nuovo, scriveva per terra. Ma quelli, udito ciò, se ne andarono uno per uno, cominciando dai più anziani fino agli ultimi.

Rimase solo Gesù con la donna là in mezzo.  Alzatosi allora Gesù le disse: “Donna, dove sono? Nessuno ti ha condannata?”.  Ed essa rispose: “Nessuno, Signore”. E Gesù le disse: “Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più”.