Niu Lai: il più brutto film, ma di successo, del mondo
Com’è che si chiamano quei biscotti dall’aspetto non troppo accattivante ma gustosi e irresistibili? Dovrebbero essere conosciuti come “Brutti ma buoni” in tutta Italia, credo. Ecco, c’è un film di animazione in Cina che vince sulla sua bruttezza. Nel Paese che guida ormai tecnologicamente lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale con la progettazione e realizzazione di chip sempre più potenti, e tecnologie all’avanguardia, madre e figlio hanno creato, potremmo dire “a mano”, un cartone di successo. Mentre siamo abituati sui social a scoprire un’evoluzione sempre più realistica dell’IA, tanto da farci dubitare sulla veridicità delle notizie che leggiamo sui social, Sun Lifang e suo figlio Xin Yumeng, due registi e creatori indipendenti, hanno creato un film d’animazione, Niu Lai (牛来), in CGI, che ha sfidato i colossi del botteghino.
Xin Yumeng ha firmato la regia e si è occupato personalmente di modellazione 3D, animazione, montaggio e doppiaggio. Sua madre, Sun Lifang, ha scritto la sceneggiatura, imparando i processi produttivi da zero, componendo le musiche, scrivendo i testi e cantando persino la canzone dei titoli di coda. Insieme hanno anche doppiato i personaggi principali.
Sun Lifang e Xin Yumeng hanno lavorato senza sosta per cinque anni, in estrema povertà, isolamento sociale e gravi problemi di salute. Per finanziare la produzione e pagare le spese minime di sussistenza, la madre ha venduto la casa di famiglia e la propria auto. Hanno prosciugato tutti i loro risparmi e accumulato debiti per oltre 300.000 yuan (circa 42.000 dollari), chiedendo prestiti a parenti e amici. Quasi tutti i loro conoscenti hanno interrotto i rapporti con loro, considerandoli dei folli destinati al fallimento. Xin Yumeng ha lavorato al computer per 16-18 ore al giorno, sette giorni su sette, per cinque anni consecutivi, subendo danni alla vista e problemi cardiaci dovuti allo stress e alla carenza di sonno.
Il risultato di tutti questi sacrifici è stato un flop totale: uscito nelle sale cinesi il 5 agosto 2026 senza nessuna promozione, il film ha incassato una miseria: 1.140 dollari. Perfino il distributore aveva consigliato a Xin Yumeng di non farlo uscire al cinema.
La svolta però è arrivata grazie ai social. Gli utenti del web hanno iniziato a condividere clip del film per deriderne la grafica rudimentale, realizzando anche numerosi Meme. Molti cinema, non avendo materiale promozionale ufficiale, hanno iniziato a disegnare a mano locandine surreali.

La derisione, ben presto, si è trasformata rapidamente in profonda empatia quando il pubblico ha scoperto la storia dei sacrifici che madre e figlio avevano dovuto sopportare.
In un’epoca dominata dai video generati artificialmente e da grafiche perfette ma fredde, Niu Lai è diventato anche un simbolo politico e culturale. Gli spettatori hanno iniziato ad amare quel prodotto di scarsa qualità ma estremamente, direi quasi carnalmente, vero.
Grazie al passaparola, i cinema cinesi hanno dovuto rimettere in programmazione il film, trasformando lo sforzo artigianale di Sun Lifang e Xin Yumeng nel successo cinematografico più inaspettato dell’anno.
Nascono alcune domande. A decretare il successo di questo film è stata la voglia di rifiutare una deriva finta e patinata, soprattutto da parte dei più giovani, o la forza dei social network in grado di creare, come al solito, fenomeni da trending topic ai quali è difficile tenersi lontani?
Rimane un fatto: il film è una storia di sacrificio a lieto fine, qualcosa che stona in questo mondo dall’estetica imposta e finta, e forse proprio per questo, o solo per questo, considerato stonato; un film, insomma, che possiamo definire brutto, ma buono.
- Niu Lai: il più brutto film, ma di successo, del mondo - 19 Agosto 2026
- Fingernails. Il vero amore? Sulle dita di una mano - 27 Febbraio 2024
- Dybala meglio di Goethe, il suo Inno d’amore a Roma - 26 Febbraio 2024