Papa Francesco: “La vita ha valore solo nel donarla agli altri”

La vita ha valore solo nel donarla agli altri, nell’amore, nella verità, nella vita quotidiana, nella famiglia: il martirio di Giovanni Battista ha guidato Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi, 8 febbraio 2019, a Casa Santa Marta. Il Papa invita ad osservare i quattro personaggi del brano evangelico che la Liturgia ci propone (Mc 6,14-29): il re corrotto, la donna che sapeva soltanto odiare, la ragazza vanitosa che non ha coscienza di nulla e, appunto, il profeta decapitato in cella. Ma un altro personaggio che è presente e agisce sui primi tre: satana.

Erode sentiva la voce di Dio che gli chiedeva un cambiamento ma lui non riusciva a farlo, il suo cuore era corrotto. Erodìade, la moglie del fratello del re, ucciso da Erode per averla, odiava Giovanni perché parlava chiaro. E l’odio è capace di tutto, l’odio – ha detto Francesco – è il respiro di satana. Salomè che con il suo ballo ha ammaliato tutta la corte, spinge Erode a farle promettere qualunque cosa desiderasse: “Ti darò tutto”: usa le stesse parole, come ricorda il Papa, che satana ha usato per tentare Gesù: ‘Se tu mi adori ti darò tutto, tutto il regno’.

Giovanni muore nella cella, solo, nell’anonimato, da martire. Il martirio – ha detto Francesco – è un servizio, un mistero, un dono della vita molto speciale e molto grande”.

(Mc 6, 22-26) Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla fanciulla: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». E le giurò più volte: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». Ella uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». E subito, entrata di corsa dal re, fece la richiesta, dicendo: «Voglio che tu mi dia adesso, su un vassoio, la testa di Giovanni il Battista». Il re, fattosi molto triste, a motivo del giuramento e dei commensali non volle opporle un rifiuto.

Dietro questi personaggi c’è satana, seminatore di odio nella donna, seminatore di vanità nella ragazza, seminatore di corruzione nel re. E l’”uomo più grande nato da donna” finì solo, in una cella scura del carcere, per il capriccio di una ballerina vanitosa, l’odio di una donna diabolica, e la corruzione di un re indeciso. È un martire, che lasciò che la sua vita venisse meno, meno, meno, per dare il posto al Messia.

La vita ha valore solo nel donarla, nel donarla nell’amore, nella verità, nel donarla agli altri, nella vita quotidiana, nella famiglia. Sempre donarla. Se qualcuno prende la vita per sé, per custodirla, come il re nella sua corruzione o la signora con l’odio, o la fanciulla, la ragazza, con la propria vanità – un po’ adolescente, incosciente – la vita muore, la vita finisce appassita, non serve.

Soltanto vi consiglio di non pensare troppo a questo, ma di ricordare l’immagine, i quattro personaggi: il re corrotto, la signora che soltanto sapeva odiare, la ragazza vanitosa che non ha coscienza di nulla, e il profeta decapitato solo in cella. Guardare quello, e ognuno apra il cuore perché il Signore gli parli su questo.