Omelia di Papa Francesco nella parrocchia di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù a Ponte di Nona

Papa Francesco ha visitato oggi, 19 febbraio 2016, la parrocchia di Santa Maria Josefa del Cuore di Gesù a Ponte di Nona. E’ questa la tredicesima visita del Pontefice in una parrocchia della diocesi di Roma, la seconda in poco più di un mese: il 15 gennaio scorso, infatti, ha visitato Santa Maria a Setteville, nel Comune di Guidonia. Dopo aver incontrato i bambini e i ragazzi del catechismo e il gruppo giovani nel teatro parrocchiale, e poi i malati, le famiglie e gli operatori del centro Caritas, ha presieduto la celebrazione eucaristica. Nell’omelia il Santo Padre ha sottolineato la semplicità del messaggio delle Lettue odierne, centrate sul perdono e l’amore verso i nemici. La via della santità – ha detto il Papa – passa attraverso il perdono di chi ci fa del male; e se non riuscissimo ad amare i nostri nemici? Il consiglio del Papa è uno: pregare; pregare affinché riusciamo e pregare il Signore che cambi il cuore delle persone che ci odiano. La preghiera è un antidoto contro l’odio e le guerre – ha sottolienato Francesco – guerre che nascono nel nostro cuore e che si allargano nelle nostre famiglie, nei nostri quartieri e fino ad allargarsi nel mondo intero con le guerre. Il Papa ha lasciato anche un compito: prendersi un minuto nela giornata per pregare per i nostri nemici, uno al giorno, in questo modo riusciremo a percorrere la strada della santità e della perfezione.

Questa la trascrizione delle parole di Papa Francesco:

Oggi c’è un messaggio direi unico nelle Letture: nella prima c’è la Parola del Signore che ci dice siate santi perché io il Signore vostro Dio sono santo. Il Vangelo finisce con la parola di Gesù: voi siate perfetti come è perfetto il Padre vostro Celeste. Questo è il programma di vita: siate santi perché Lui è santo, siate perfetti perché Lui è perfetto. Voi potete domandarmi: come è la strada per la santità? Qual è il cammino per diventare santi? Gesù lo spiega bene nel Vangelo, con cose concrete. Prima di tutto fu detto occhio per occhio dente per dente ma io vi dico di non opporvi al malvagio, cioè niente vendetta. Se io ho nel cuore il rancore per qualcosa che qualcuno mi ha fatto e voglio vendicarmi, questo mi allontana dal cammino verso la santità: niente vendetta! “Me l’hai fatta, me la pagherai”: questo è cristiano? No! “Me la pagherai” non entra nel linguaggio di un cristiano: niente vendetta, niente rancori. Ma questo mi fa la vita impossibile! Quella vicina sparla di me tutti i giorni! Anche io sparlerò di lei? No! Cosa dice il Signore? Prega per lei. Per quella devo pregare io? Si, prega per lei. È il cammino del perdono. Dimenticare le offese. Ti danno uno schiaffo sulla guancia destra? Porgigli anche l’altra. Il male si vince con il bene, il peccato si vince con questa generosità, con questa forza. È brutto il rancore; le grandi guerre che noi vediamo nei telegiornali e sui giornali, questo massacro di gente e di bambini è lo stesso odio che abbiamo nei nostri cuori per i nostri parenti e conoscenti, lo stesso. È ingrandito ma è lo stesso. Siate santi come Dio è santo, siate perfetti come perfetto è il Padre vostro che fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni, e fa piovere sui giusti e sugli ingiusti.

Perdonare nel mio cuore se qualcuno mi ha fatto qualcosa: questa è la strada della santità e questo allontana dalle guerre. Se tutti imparassero questo, non ci sarebbero le guerre. La guerra comincia nell’amarezza, nel rancore, nella voglia di vendetta, e questo distrugge famiglie, amicizie, quartieri. Cosa devo fare quando sento questo? Lo dice Gesù, non lo dico io: amate i vostri nemici! Non posso? Prega perché tu possa. Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano perché cambino vita perché il Signore li perdonino: questa è la magnanimità di Dio, il Dio che tutto perdona. Dio è misericordioso, e tu? Sei misericordioso con le persone che ti hanno fatto del male o che non ti vogliono bene? Se Lui è misericordioso, è santo ed è perfetto, noi dobbiamo essere misericordiosi, santi e perfetti come Lui. Questa è la santità. Un uomo e una donna che fa questo merita di essere canonizzato, diventa santo.

È così semplice la vita cristiana. Io vi suggerisco di cominciare con poco: tutti abbiamo nemici, tutti sappiamo che qualcuno sparla di noi, che qualcuno ci odia, cominciamo con poco. Vi suggerisco di prendervi un minuto, guardare Dio Padre e dire a Lui: questa persona è tuo figlio, tua figlia, cambiale il cuore, benedicila; questo significa pregare per quelli che non ci vogliono bene, per i nemici. Forse il rancore rimane in noi, ma noi stiamo facendo lo sforzo per andare sulla strada della misericordia.

Preghiamo per quelli che ammazzano i bambini in guerra? È difficile, molto lontano, ma dobbiamo imparare a farlo perché si convertano. Preghiamo per quelli che sono vicini a noi che ci odiano e ci fanno del male? È difficile ma bisogna pregare perché cambino.

La preghiera è un antidoto contro l’odio, contro le guerre. Queste guerre che cominciano a casa, nei quartieri, nelle famiglie: pensiamo alle guerre per l’eredità. Quante famiglie si distruggono si odiano per l’eredità? Pregare perché ci sia la pace. Se io so che c’è qualcuno che non mi vuole bene, pregare specialmente per lui. La preghiera è potente, la preghiera vince il male, la preghiera porta la pace.

Vi chiedo di fare questa esperienza: tutti i giorni questa preghiera, per ognuno di quelli che non ci vuole bene. Così si vince, così andremo sulla strada della santità e della perfezione. Così sia.